
ATTENZIONE ALL'OLIODopo anni nei quali,
particolarmente in alcuni paesi a più veloce sviluppo economico, l'uso dell'olio di oliva
pareva essere stato soppiantato dall'impiego di oli semi di diversi

tipi che vantavano
caratteristiche eccezionali, recentemente si è assistito a un suo ritorno da protagonista
di prima grandezza sulla nostra tavola. È infatti oggi raccomandato da nutrizionisti e dietologi e da istituzioni
preposte alla salvaguardia della salute come grasso più consigliabile durante la
gravidanza, per i bambini e le persone anziane.
Certo nel nostro paese, che vanta il primato della produzione
mondiale, l'olio d'oliva è sempre stato apprezzato e non ha mai smesso di incontrare il
favore di fasce importanti consumatori. Ma non è certo di poco conto che ora al consumo
di quest'olio e in particolare, dell'olio extravergine spremuto a freddo,
vengano fatti risalire importanti benefici.
Valgano per tutti gli studi che
dimostrerebbero come a fronte del suo consumo si riscontrino bassi valori nella
diffusione di diverse malattie cardiovascolari: per esempio nei Paesi nordici il numero
di sofferenti per malattie cardiovascolari è quattro-cinque volte
superiore a quello riscontrabile nei paesi del bacino mediterraneo, dove il consumo dell'
olio d'oliva si è mantenuto a livelli significativi.    Nella così
detta dieta mediterranea esso accompagna infatti, come condimento, cereali, pasta,
verdure e legumi, cibi di cui sono stati sottolineati gli svariati benefici
legati a un modo di alimentarsi più semplice di quello al quale ci avevano abituato
pochi decenni diffuso benessere economico.
L'olio d'oliva, dunque, alimento tradizionale della nostra civiltà non poteva che
attirare l'attenzione dei medici, dietologi, nutrizionisti, attenti tra l'altro, al
fatto che questo alimento-condimento di origini antichissime è giunto fino a noi
mantenendo sostanzialmente intatta la sua identità e genuinità,
particolarmente nel caso dell'olio spremuto a freddo, il cui ciclo di lavorazione ha
subito nel corso dei secoli poche modificazioni. La lavorazione a freddo delle olive,
l'estrazione per semplice pressione della pasta di olive realizzata senza riscaldamento
e senza l'aggiunta di acqua alla pasta stessa e al
mosto oleoso, conferisce all'olio extravergine d'oliva una superiorità bionutrizionale
organolettica e una migliore conservazione rispetto agli atri oli in commercio. In
particolare la spremitura a freddo salvagurda l'insieme dei principi, quali composti
fenolici e sostanze aromatiche volatili, responsabili
del caratteristico aroma dell'olio stesso.
L'olio extravergine d'oliva è sicuramente l'olio più resistente al riscaldamento
(cottura e frittura) e risulta comunque il più digeribile. Andrebbe però consumato
preferibilmente crudo, in modo da poter approfittare. Nella pagina ricette verrà dunque
sempre consigliato l'uso di quest'olio.
LA DIETA MEDITERRANEADa anni l'espressione "dieta
mediterranea" viene citata con grande disinvoltura ogni volta che si parla di
alimentazione. Esaltata o contestata, è la risposta più completa ed esauriente al
fabbisogno alimentare dell'essere umano. Ma in cosa consiste esattamente?

Innanzi tutto il nome. Parliamo di dieta mediterranea indicando un modo di mangiare, per
l'esattezza le abitudini alimentari delle popolazioni dell'Italia centro-meridionale,
della Francia meridionale, della Spagna, del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale.
Poiché in questi paesi affacciati sul mare le abitudini e i cibi sostanzialmente
coincidono, nel corso dei secoli si è sviluppata una tradizione gastronomica che, fatte
salve le cucine regionali di ogni zona, trova numerosi punti di contatto. Ecco, in
pratica, di cosa si tratta. Gli alimenti che fino a qualche decennio fa erano così
detti "poveri" e venivano largamente consumati da queste popolazioni, oggi sono stati
riabilitati, anzi addirittura "nobilitati".
Alla base di un'alimentazione sana ci sono i
carboidrati, ovvero il pane, la pasta, il riso e i derivati dei cereali. Sali
minerali, fibre e vitamine invece vengono assunti dalle verdure, crude e cotte, e
dalla frutta. Questi alimenti, combinati tra loro, sono la "base" della piramide
che rappresenta graficamente l'alimentazione equilibrata. Più su, e quindi in
quantitativi mi nori, troviamo i prodotti di origine animale: il latte, i formaggi, la
carne, le uova e il pesce, necessari per l'apporto proteico. Piccole quantità di grassi
e zuccheri com pletano il tutto (e rendono tutto molto più piacevole).
Ma parlando
di grassi dobbiamo fare attenzione.
L'OLIO D'OLIVA, IL PIU'SANOIl famoso Seven Country
Study, risalente a venti anni fa, scoprì la bontà della dieta mediterranea, da allora rilanciata
e proposta come modello alimentare ideale in tutti i paesi industriali. Le indagini
epidemiologiche di quello studio misero in evidenza la marcata correlazione tra aumento di
colesterolo nel sangue, insorgenza di malattie cardiovascolari e dieta ricca d'alimenti
d'origine animale e grassi saturi.

All'inizio fu quindi ipotizzato un effetto benefico e
protettivo dei grassi polinsaturi, rappresentati principalmente dagli oli di semi. In seguito
è stato messo in evidenza che una dieta ricca di grassi polinsaturi pone dei rischi per la
salute. A causa dei doppi legami presenti nella molecola, queste sostanze, sono molto
instabili e danno luogo alla formazione di radicali liberi e perossidi che sembra abbiano
un'azione cancerogena. Di pari passo si sono moltiplicate le indagini specifiche sull'olio
d'oliva sui suoi effetti benefici sull'organismo.
L'olio d'oliva è caratterizzato dalla
presenza d'acidi grassi monoinsaturi, che rappresentano il 75%, e da solo il 9% di polinsaturi.
Eppure prove dirette, tese ad individuare l'influenza dell'olio d'oliva sul colesterolo nel
sangue ed effettuate somministrando con la dieta solo questo tipo di grasso aggiunto, hanno
messo in evidenza che non solo si riduce il colesterolo totale, ma soprattutto che aumenta la
frazione HDL, quella positiva che funge da "spazzino" delle arterie.
Inoltre l'elevato contenuto
di antiossidanti naturali, come polifenoli e tocoferoli (vitamina E), presenti soprattutto
nell'extravergine, conferiscono all'olio d'oliva una maggiore stabilità, limitando la formazione
di quei pericolosi perossidi e dei radicali liberi. Questi antiossidanti sembrano svolgere una
funzione protettiva nel nostro organismo rispetto all'insorgenza d'alcune forme di cancro. E'
poi noto a tutti che l'olio d'oliva è il più digeribile dei grassi.
E' consigliato per favorire
la buona funzionalità delle vie biliari, per prevenire la calcolosi e incrementare
l'emulsionamento, e quindi la digeribilità, degli altri grassi. E, contrariamente a certa
pubblicità di oli di semi vuol far credere, è il più indicato per cucinare perché è molto
stabile alle alte temperature: ed è perciò il più adatto anche per friggere.